Come fare testamento

I requisiti per fare testamento

Il testamento è l’unico strumento che consente di gestire i propri beni per il futuro, nel rispetto di quanto previsto dalla legge.

Perché un testamento sia valido è necessario che, nel momento della redazione, chi redige il suddetto, sia maggiorenne e capace di intendere e di volere.

Il contenuto del testamento

Il testamento è un atto principalmente di natura patrimoniale, tuttavia può anche contenere disposizioni rilevanti sotto il profilo giuridico, di natura non patrimoniale, come il riconoscimento di un figlio.

Può anche contenere disposizioni con valore unicamente morale o religioso.

Devono essere apposte: la firma, la data e il luogo di redazione, la data di nascita e la residenza del testatario. Inoltre vanno indicati il destinatario e l’oggetto di un eventuale lascito.

L’istituzione di erede e l’attribuzione di legato

  1. L’istituzione di erede determina la successione del o dei beneficiari, di tutta o una parte dell’eredità (e quindi dei beni, dei crediti, ma anche dei debiti).
  2. Il legato è una disposizione testamentaria con la quale chi redige il testamento attribuisce a un soggetto terzo un bene o un diritto determinato. Il beneficiario di un legato è detto legatario.

La fondamentale differenza tra legato e istituzione di erede riguarda il regime di responsabilità del beneficiario rispetto ai debiti del defunto: il legatario non risponde dei debiti ereditari con il proprio patrimonio, e i creditori del defunto potranno far valere i loro diritti solo nei limiti del valore del bene oggetto del legato.

Per questo motivo il legato è la formula di successione migliore per un’Associazione nonprofit, inoltre il legato non necessita di essere espressamente accettato, come invece richiede l’eredità, quindi se ne può usufruire immediatamente.

Le tipologie di testamento

  1. Il testamento pubblico: viene redatto, alla presenza di due testimoni, direttamente dal notaio. Sarà conservato tra gli atti di ultima volontà ricevuti dal notaio, finché in attività, e successivamente presso l’Archivio Notarile. Ha lo stesso valore di un testamento olografo.
  2. Il testamento olografo: è redatto, necessariamente a mano, direttamente dal testatore. Non esistono modalità obbligatorie per la sua conservazione. È consigliato depositare il testamento presso una persona di fiducia, un notaio, o un esecutore testamentario.
    La pubblicazione del testamento olografo, dopo la morte del soggetto, consiste nella redazione, da parte di un notaio, di un verbale nella forma di atto pubblico, cui devono partecipare obbligatoriamente due testimoni. Dopo la pubblicazione potrà essere data piena esecuzione al testamento. (vedi esempi 4.1 facsimile testamento in assenza di legittimari e 4.2 facsimile testamento in presenza di legittimari)
  3. Il testamento segreto: è in parte scritto dal testatore e in parte dal notaio, può anche essere scritto da terzi e con mezzi meccanici. La carta con le disposizioni deve essere sigillata e consegnata ad un notaio che scriverà sulla medesima, o su un involucro che la contenga, il verbale di ricevimento.

L’esecutore testamentario

Non deve essere necessariamente un professionista, ma sicuramente una persona di fiducia per il testatore.

Deve formalmente accettare la nomina con dichiarazione resa alla Cancelleria del Tribunale competente.

L’attività dell’esecutore testamentario è libera (perché può rifiutare la nomina), personale (in caso di sua morte, le funzioni non sono trasferibili ad altri) e gratuita. Tuttavia le spese sostenute per l’esercizio dell’ufficio sono a carico dell’eredità.

Ha il compito di:

  1. Amministrare i beni dell’eredità.
  2. Provvedere al pagamento dei debiti ed alla riscossione dei crediti.
  3. Adempiere i legati.
  4. Vigilare sul rispetto degli oneri testamentari e sull’adempimento delle disposizioni non patrimoniali.

Il trattamento di fine rapporto

Alla morte del dipendente, la legge riconosce al coniuge, ai figli e ai parenti entro il terzo grado, solo nel caso in cui questi ultimi vivano a carico del testatore, il diritto alla corresponsione delle indennità di preavviso e di fine rapporto dovute dal datore di lavoro, a prescindere dall’accettazione che essi faranno dell’eredità.

In assenza di tali legami familiari, il lavoratore può disporre per testamento delle indennità di preavviso e di fine rapporto a favore di persone, Enti, Associazioni e Fondazioni.

La revoca del testamento

Il testamento è un atto sempre revocabile, a prescindere dalla forma in cui è redatto.

Si può revocare in diversi modi:

  1. Con un testamento successivo. In questo caso è necessario che il nuovo testamento contenga la menzione “revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria”.
  2. Con un atto notarile, alla presenza di due testimoni.
  3. Con la distruzione volontaria del testamento da parte del testatore.
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