Cosa puoi lasciare

Un lascito è sempre un grande gesto, qualunque sia la sua entità, perché aiuta il nostro Ente a prendersi cura in maniera professionale e con continuità di tanti minori e famiglie in difficoltà.

 

Si può disporre un lascito a favore della Fondazione CAF sotto forma di:

  • somme di denaro di qualunque entità;
  • beni mobili come quadri, gioielli, fondi di investimento, titoli al portatore;
  • beni immobili come case, terreni, locali commerciali.

Rispetto ai beni mobili e ai beni immobili, la Fondazione CAF si riserva il diritto di liquidare quelli  che non possano essere di utilità diretta per lo svolgimento delle attività progettuali a sostegno dei minori. Il ricavato dalla vendita di tali beni sarà comunque finalizzato al sostegno delle attività e dei progetti svolti dall’Associazione CAF a favore degli utenti serviti.

In assenza di famigliari o altri eredi designati, la Fondazione CAF può essere nominata erede universale
In assenza di eredi legittimi entro il sesto grado di parentela e di un testamento, se non vengono nominati altri eredi attraverso un testamento, tutto il patrimonio va allo Stato.

Nel caso in cui non vi siano eredi quali coniuge, figli e parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo a carico del lavoratore, è inoltre possibile destinare alla Fondazione CAF anche il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) dovuto dal datore di lavoro.

È possibile indicare la Fondazione CAF quale beneficiario dell’Assicurazione sulla vita maturata con la morte del titolare. Il premio dell’assicurazione non rientra nel patrimonio ereditario, né si computa per formare la quota degli eredi, pertanto la persona può lasciarlo a chi più desidera, senza alcun vincolo.

Per lasciare alla Fondazione CAF l’Assicurazione sulla vita non è necessario redigere un testamento: è sufficiente indicare il nome della Fondazione all’atto di stipula della polizza dandone notizia al beneficiario per evitare che la stessa vada persa o incassata dallo Stato. Il beneficiario può essere cambiato in ogni momento. 

LA SUDDIVISIONE DEL PATRIMONIO

La Legge prevede una particolare tutela nei confronti degli eredi ai quali riserva, anche indipendentemente dalla volontà del testatore, una quota dell’eredità: quota di riserva o legittima.
Al testatore viene tuttavia riconosciuta la libertà di decidere di una parte dei beni, la quota disponibile, che può destinare liberamente, anche al sostegno di una organizzazione non profit che si occupi di una causa sociale importante.

La successione legittima si apre solo se non c’è un testamento valido, oppure se il testatore non dispone sul suo intero patrimonio.

Il patrimonio del defunto, quindi, in caso di successione legittima, viene devoluto ai suoi parenti, a partire da quelli più vicini (figli e coniuge), fino a quelli più lontani (fino al sesto grado di parentela). Nel caso in cui non vi siano parenti entro il sesto grado di parentela, l’eredità sarà devoluta a favore dello Stato.

Le persone che hanno diritto alla quota di riserva sono:

  • il coniuge
  • i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti)
  • i genitori (solo in assenza di figli)

QUOTE DI RISERVA PER LE SINGOLE CATEGORIE DI LEGITTIMARI (CASI PIÙ FREQUENTI)

FIGLI

Ai figli è riservata la metà del patrimonio del genitore, se questi lascia un solo figlio

Ai figli è riservata la metà del patrimonio del genitore, se questi lascia un solo figlio

due terzi se i figli sono due o più (art. 537 c.c.)

Due terzi se i figli sono due o più (art. 537 c.c.)

ASCENDENTI

Agli ascendenti legittimi è riservato un terzo del patrimonio (art. 538 c.c.)

Agli ascendenti legittimi è riservato un terzo del patrimonio (art. 538 c.c.)

CONIUGE

al coniuge sono sempre riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano,

Al coniuge è riservata la metà del patrimonio. Inoltre, nel caso in cui la casa sia di proprietà del testatore o comune, al coniuge sono sempre riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano

CONIUGE E FIGLI

, la quota di riserva per il figlio è di un terzo. Al coniuge spetta un altro terzo del patrimonio oltre al diritto di abitazione:

Se con il coniuge concorre un solo figlio legittimo o naturale, la quota di riserva per il figlio è di un terzo. Al coniuge spetta un altro terzo del patrimonio oltre al diritto di abitazione

la complessiva quota di riserva è di tre quarti, di cui spettante al coniuge un quarto del patrimonio e un mezzo ai figli, da dividersi in parti uguali tra tutti.

Se i figli sono due o più, la complessiva quota di riserva è di tre quarti, di cui spettante al coniuge un quarto del patrimonio e un mezzo ai figli, da dividersi in parti uguali tra tutti.
Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione

CONIUGE CON ASCENDENTI

Se gli ascendenti sono più di uno, la quota ad essi riservata è ripartita con le stesse modalità previste per la successione legittima

Se con il coniuge concorrono gli ascendenti legittimi, a questi spetta un quarto ed al coniuge la metà del patrimonio (art. 544 c.c.).
Se gli ascendenti sono più di uno, la quota ad essi riservata è ripartita con le stesse modalità previste per la successione legittima

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